Euro nelle mani di Merkel e Sarkozy. Si salverà

Fabio Sdogati, ordinario di Economia internazionale al Politecnico di Milano e al Mip, scrisse già nel novembre del 2009: «L’euro e l’Europa sono sotto attacco». Ha continuato a ripeterlo finchè i fatti non gli hanno dato ragione. «Ma quale Grecia? — continua a dire — Qui i mercati hanno semplicemente intuito che una sola banca centrale non può reggere con 17 diversi governi nazionali. E hanno agito di conseguenza puntando sull’eurocrash». Ma oggi Sdogati è pronto a scommettere che l’euro non salterà.

 

Perché professore?

«Perché oggi l’Europa un governo solo comincia ad averlo».

Quale?

«Quello franco-tedesco, Sarkozy-Merkel se preferisce. Il 16 agosto si sono visti, hanno detto cosa bisogna fare e chi doveva farlo. Senza consultare nessuno, senza infilarsi nelle snervanti procedure comunitarie. Bypassando anche qualche governo, per esempio il nostro quando si sono rivolti direttamente al presidente Napolitano. Poi hanno fatto piazza pulita alla Bce».

Scusi?

«Lei crede davvero che il duro Stark si sia dimesso spontaneamente? Io penso che gli abbiano suggerito di accomodarsi visto che non era più in linea con il potere politico, con Draghi e con chi guida la Bce».
Il nuovo scenario sarebbe?
«Merkel e Sarkozy hanno detto che non c’è l’euro senza la Grecia e non c’è l’Europa senza l’euro. Equivale a dire ai mercati che si farà di tutto, senza riserve, per uscire dalla crisi. Senza limiti di risorse, nè tabù sugli interventi».

Dunque?
«Intanto, venerdì scorso e oggi abbiamo visto qualcosa di nuovo sui mercati: forse qualcuno comincia a pensare che l’attacco all’euro può anche fallire».

A quali condizioni?
«La prima, quella fondamentale, è la tenuta del sistema bancario. Ci vuole la garanzia politica che le banche saranno salvate, che non si lasceranno fallire, ma si troverà il modo di ricapitalizzarle. Anche usando in modo non ortodosso il fondo europeo salva Stati, addirittura nazionalizzandone qualcuna, come in Gran Bretagna o in America. È lì attorno, infatti, che si avvita la crisi. Le banche non si fidano più una dell’altra, depositano la raccolta presso la Bce e la grande liquidità che c’è in giro non arriva là dove dovrebbe per alimentare l’economia. Perfino Siemens e Generali, la settimana scorsa, hanno depositato la liquidità presso la Bce. Le sembra possibile?».

Pensavamo fosse la crisi dei debiti sovrani…
«Quella è una conseguenza della bassa crescita e del crollo dei bond. La Grecia, come bilancio pubblico, sta meglio del Giappone. Però nessuno specula contro Tokio».

Anche la Grecia si salverà?
«Se si spezza la spirale recessiva innescata dai mercati, sicuramente sì. Bisogna ribaltare la logica, sostenerla perchè si rilanci».

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