È cominciata la grande correzione?

Il 17 aprile scorso scrivevo per portare l’attenzione su un fatto mai visto prima: tassi di interesse negativi sui titoli del debito di diversi governi, quello tedesco in testa. Perchè tassi negativi? Perché banche e intermediari finanziari sono disposti a dare a credito sapendo di rimetterci? Si possono avanzare mille ipotesi. Eccone alcune:

  1. Perché il signor Schâuble garantisce loro che quel che non gli darà lui (in quanto ministro delle finanze del governo tedesco) lo farà sputare (si, come in ‘sputare sangue’) al popolo greco, il cui governo paga rendimenti enormi rispetto perfino agli altri governi dei paesi ‘periferici’ dell’UEM;
  2. Perché detenere titoli del governo tedesco è come comprare assicurazione contro la probabilità che i governi europei riescano nel loro intento, evidente a chi abbia occhi per vedere, di affossare il progetto politico ed economico europeo e dunque, per primo e necessariamente, affossare l’Euro. Se ciò avvenisse, si ragiona, i detentori di titoli tedeschi, ma denominati in Euro, sarebbero in una botte di ferro, perché quei titoli verrebbero rimborsati in marchi, mentre i detentori di titoli di altri governi verrebbero rimborsati in ….boh. (Probabilmente la fame, sostengo io).
  3. Perché in ogni caso il debito pubblico è negoziabile sul mercato secondario, e c’è ancora spazio per un aumento del loro prezzo, vale a dire c’è ancora spazio per la caduta dei rendimenti, non occorre mica necessariamente aspettare che il titolo arrivi a maturità.

Bene. Mentre della prima ipotesi e della seconda non si parla sui mercati finanziari e tra persone per bene (ma io ci credo e ne parlo), la terza rappresenta bene l’umore sui mercati (gli italiani che sanno le lingue, ma non sanno l’italiano, dicono ‘sentiment’, non umore). O meglio, rappresentava. Perchè?

Martedi 28 aprile Bill Gross diffondeva attraverso Twitter una sua valutazione, così riassumibile: “Vendere, non comprare, titoli del governo tedesco? L’opportunità di una vita”. Come si può argomentare a favore di una tale posizione? Non so come lo farebbe Gross, ma ecco una possibile argomentazione: è finita la fase della caduta del rendimenti e del parallelo, necessario aumento dei prezzi dei titoli governativi, e di quelli tedeschi in particolare. Sta andando a zero la probabilità di realizzare guadagni in conto capitale, cosa avvenuta per anni ormai. Vendete, la fase deflazionaria è finita o sta per finire, il prezzo del petrolio è in rialzo (Brent a + 50% dal minimo di gennaio scorso), il reddito fisso va mollato.

Nel momento in cui scrivo questa nota un ETF corto sul decennale tedesco (che ho pescato a caso) sta guadagnando il 3,5% in 48 ore. Cioè? Cioè vi è eccesso di offerta sul mercato del decennale tedesco, i rendimenti sullo stesso stanno salendo, al governo tedesco si torna a chiedere di pagare rendimenti positivi.

Il che mi preoccupa: chi si è accorto che contemporaneamente all’aumento dei rendimenti anche il dax sta perdendo sostanzialmente? Cioè che i realizzi dalla vendita di titoli tedeschi non vengono, almeno per ora, impiegati nell’acquisto di titoli azionari? E chi si è accorto che il dollaro è in deprezzamento, e gli indici azionari Usa anche, il che sta ad indicare che i realizzi sui titoli del governo tedesco non vengono utilizzati neanche per l’acquisto di titoli denominati in dollari?

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