BCE: Diabolico Perseverare

Avevo preparato per oggi un pezzo sulla sharing economy, tema che ho trascurato un poco, ultimamente. Ma poi il comitato di governo della banca centrale europea si è riunito giovedì 8 dicembre e subito dopo il presidente della banca, Mario Draghi, ha letto il relativo comunicato stampa e ha risposto alle domande, sempre più insulse, dei giornalisti presenti. E quindi ho deciso di parlare di politica monetaria. Cosa che farò ancora dopo la riunione del Federal Open Market Committee che si terrà il 13 e 14 dicembre, e si concluderà anch’esso con comunicato stampa e dichiarazioni della presidente Yellen.

L’obiettivo di oggi è dunque formulare delle ipotesi circa gli effetti del diabolico perseverare della bce, annunciato appunto ieri.

Con il mio ultimo post attiravo l’attenzione sul fatto che il mix di politica economica annunciato in campagna elettorale dal president elect, e poi articolato dal suo transition team, è tale, se attuato, da produrre disavanzi crescenti del bilancio del governo federale Usa. Ora, questo disavanzo non può che essere finanziato da emissione di nuove obbligazioni, di maturità ancora sconosciuta ma di ammontare sostanziale, di ammontare tale cioè da influenzare significativamente il loro rendimento (a parità di domanda di questi titoli, un aumento dell’offerta può essere assorbito solo a prezzi decrescenti o, equivalentemente, ‘stimolando’ la domanda mediante rendimenti crescenti). Bene: in questo momento il decennale usa paga un rendimento del 2,346%, contro l’1,766 di prima delle elezioni.

In questo quadro di tassi crescenti si collocano dunque le scelte annunciate ieri dalla bce. Le quali, fatta la tara ed eliminate le infiorettature, sono state queste:

  1. L’acquisto di obbligazioni sul mercato secondario, pubbliche per €60bln e private per €20bln, continua come previsto fino alla fine di marzo 2017;
  2. Gli acquisti vengono estesi dalla fine di marzo fino alla fine dell’anno, anche se da aprile l’ammontare torna ad essere di €60bln/mese (come era originariamente a partire dal marzo 2015). Tutto questo fermo restando che, per evitare di spaventare la domanda di obbligazioni, il comitato direttivo si è riservato di estendere ulteriormente gli acquisti oltre la fine del 2017 “se si rivelasse necessario”.
  3. Saranno acquistati anche titoli a rendimento negativo superiore in modulo allo 0,4%: peggioramento per la bce, altro regalo a governo e banca centrale tedeschi. E saranno acquistati anche titoli di maturità più corta, se ritenuto necessario;
  4. Rimane fermo il principio del capital key, secondo il quale gli acquisti avvengono in proporzione alla quota di capitale della bce detenuta da ciascuna delle 18 banche nazionali dei paesi virtuosi. Rimangono esclusi i titoli del governo greco, cioè del governo del paese che più di ogni altro ne ha bisogno e che conta per circa l’1,5% in termini di capital key, contro il 22% circa della Germania. La Grecia è stata scelta ad esempio del destino che tocca ai piccoli membri dell’unione economica e monetaria, e non si intende mollare.

Chiediamoci: ma perché ancora estensioni? La risposta ufficiale è: perché il tasso di inflazione è ancora ben sotto l’obiettivo del 2%, tanto è vero che la previsione è dell1,7% nel 2019 e che i piccoli spostamenti verso l’alto che stiamo osservando sono l’effetto dell’aumento del prezzo deli prodotti energetici. Incredibile, l’ha detto lui! In diretta tv. Mentre sosteneva che il loro QE è impotente, ringraziava anche i prodotti energetici per la mano che stanno dando a mascherare l’impotenza dello strumento monetario. Ma insomma, pensano che siamo deficienti!? Pensano che non sappiamo che l’inflazione dipende dall’eccesso della domanda sull’offerta, non dai giochini monetari della banca centrale a sostegno del debito tedesco, il quale non ne ha alcun bisogno, e dei detentori di obbligazioni, cioè fondi comuni di investimento, fondi previdenziali, banche e intermediari in genere (che non ne hanno bisogno)?

Se il comitato direttivo della bce pensava di ottenere risultati sul fronte dei rendimenti, è rimasto deluso, poiché questi sono saliti. Qualcuno dirà: se non avessero annunciato quella politica sarebbero saliti ancora di più. Embè? Perché, si vuol dire che ne sarebbe stata danneggiata la spesa per investimenti? Ma per piacere, in gran parte dei paesi UEM non si spende un centesimo, di investimenti privati! O, si dirà, ma questo annuncio ha prodotto un deprezzamento dell’Euro, il che avvantaggia le esportazioni dall’Area: balle, l’Euro si è apprezzato subito dopo l’annuncio perché i traders non avevano capito la portata dell’annuncio (giustificati, difficile capire e agire in pochi minuti), e si è deprezzato quando il significato è stato capito. In buona sostanza, ci voleva 1,065 Dollari per comprare un Euro nei primi giorni di dicembre, ci vuole 1,065 Dollari oggi. Le terze decimali le lascio a quelli che si occupano di problemi del terzo ordine di grandezza (ad esempio, i currency traders). E poi questa storia della ricerca ossessiva del deprezzamento deve finire, poiché non è attraverso di essa che mai si otterrebbe uno stimolo alla domanda aggregata misurabile quanto a effetti sul livello dell’attività produttiva. Lo dice da anni Mario Draghi, e lo ha ripetuto anche ieri: la politica monetaria da sola non ce la fa, occorre che scendano in campo riforme strutturali e politiche fiscali ‘growth friendly’.

Problemi: le ‘riforme strutturali’ sono delle misure i cui effetti, ammesso che vengano adottate, si vedono nell’arco di decenni (e comunque mi si deve spiegare perché la riforma del consiglio superiore della magistratura dovrebbe far aumentare la produttività delle imprese); e quando invoca politiche fiscali ‘growth friendly’ Draghi aggiunge “nel rispetto della normativa e degli accordi in essere”. Vale a dire, bilanci in pareggio!!!!

E, in tutto questo, decisioni sui tassi di policy da parte della fed tra pochi giorni. L’orientamento è al rialzo, quindi tasso sui federal funds (‘tasso di sconto’) su di 25 punti base. Aumento ampiamente scontato dal mercato, si dice, ma si dice anche che potrebbe essere il primo di tre o quattro tra ora e la fine del 2017. Arrivederci al 15 dicembre.

6 thoughts on “BCE: Diabolico Perseverare

  1. Grazie professore per rendere di semplice lettura ciò che risulterebbe difficile da interpretare. Una sola domanda: ma non siamo in deflazione in realtà? E quando ne usciremo realmente con un’inflazione “buona” e non importata?

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    1. Grazie carissimo, parole di apprezzamento che fanno bene, perchè sono queste che consentono di andare avanti con serietà e serenità!
      Allora, guarda il grafico dell’andamento dell’inflazione in Italia per tre settori merceologici: https://www.euro-area-statistics.org/inflation-rates?lg=it
      Vedrai che stiamo ballando attorno allo 0%, e in questo senso la proposizione di Draghi secondo cui la deflazione sembra essere stata in buona parte debellata è corretta.
      Con l’augurio di una buona giornata,
      fs

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  2. Buongiorno professore. L’articolo e’ veramente molto chiaro. Complimenti
    Una domanda : secondo lei che tipo di politiche fiscali a breve termine andrebbero adottate nel rispetto delle regole imposte dalle “sua cit: vergini vestali”.grazie

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    1. Grazie Maurizio!
      Allora: le regole cui aderiscono le vergini vestali del bilancio in pareggio si riducono ad una sola, il bilancio in pareggio, appunto.
      Mentre io preferisco e suggerisco un passaggio dei poteri fiscali ad un ‘ministero delle finanze europee’, capisco anche che questo è un processo che, se va bene, è molto lungo. Da qui la rilevanza della tua domanda.
      Proposte:
      1. aumento dell’aliquota marginale d’imposta sui redditi superiori a ….non so, €250.000/anno? Decisione politica, da contrattare, quindi
      2. Tassa patrimoniale sui patrimoni, mobili e immobili, di valore accertato superiore a ….non so, €10mln? Anche questa una decisione politica, quindi da contrattare
      3. 1+2 finanzierebbero una spesa a bilancio in pareggio
      4. Su che cosa spendere è decisione politica. Anche questa, quindi, da contrattare. Ognuno ha le proprie preferenze: oggi vanno molto di moda le infrastrutture, che nessuno descrive mai. Se fare ospedali dignitosi è considerato infrastruttura, io sono a favore di ospedali dignitosi. Altri, immagino, sono a favore di strade, cui altri ancora si oppongono. Si contratterà (in parlamento, con il sindacato, con confindustria).
      Una buona giornata,
      Fabio S.

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  3. Grazie mille. Le scriverei di nuovo se posso con una ipotesi di dati ..dovrebbe bastare la dichiarazione redditi 2014 scaricabile dal sito della finanza con un qualche “assumption”

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  4. Le do akcuni numeri molto grezzi le chiederei un commento.. Da redditi 2014 del ministero fin. Il reddito irpef complessivo per redditi (compreso redd da fabbricati) sup. a 120 k€ e’ 57.5 mld € con una media di 220 k €.
    Ipotizzando un ( pesante secondo me) 20% ..si avrebbero 11.5 mld da destinare a investimenti per principalmente far crescere l’occupazione (quindi muscoli)e ipotizzando che attualmente vengano messi in risparmi (quindi grasso)
    Ora fatto circa 3 mln il numero dei disoccipati e circa 20k € il reddito irpef medio dei 40 mln di persone che dichiarano reddito …questi 11.5 mln non sarebbero male ..Non riesco però a calcolare il moltiplicatore keinesiano

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