Ma tu faresti credito ad uno che ti promette che risparmierà? E a uno che chiede di aiutarlo ad arricchirsi?

Come ho previsto in un mio scritto di alcuni giorni fa, con la vittoria di Syriza e l’ingresso sullo scenario del primo governo pro-crescita dell’Unione Economica e Monetaria (ed UE) si è aperto finalmente il dibattito sui destini di questa nostra Europa. Dibattito che fino al 26 gennaio scorso non poteva esserci, essendo tutti e 19 i governi dell’UEM schierati a favore dell’austerità; ora i duri e puri del pensiero economico e politico sofisticato, quelli del “i debiti si pagano”, si sono ridotti a 18, la dittatura del pensiero unico è spezzata, quel piccolo 1 ci consente di intraprendere un ragionamento. E forse anche un percorso. Vediamo perché.

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Se l’Euro esce dalla Grecia

Ha dell’incredibile: a due anni e otto mesi dall’inizio della cosiddetta ‘crisi greca’ i sapienti continuano a porre il quesito errato.

In principio il quesito era: ‘Ci sarà un effetto domino’? E la risposta era: no, non ci sarà un effetto domino, ci sarà un proseguire sempre più determinato dell’attacco portato all’Euro e al progetto di unificazione europea. Lo abbiamo scritto, non è vero? Ed è ciò che si è puntualmente verificato.

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Con l’accordo di oggi, la Grecia ha salvato l’Europa

Adesso l’Europa si impegni a salvare la Grecia (e se stessa)Il Sole24 Ore oggi titola che si è scelto di salvare la Grecia. Eppure non è così. Il titolo di questo mio articolo non è invertito per errore rispetto a quello del Sole, ma perché esso rappresenta quello che è veramente avvenuto e quello che dovrà necessariamente avvenire se si vuole uscire dalla recessione in cui le scelte europee di politica economica hanno gettato la Grecia, l’Italia, la Spagna, l’area euro, l’Unione tutta.

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