QE for Growth? Bullshit

A few years back a really small book attracted my attention because of its title. I know, that is the way it usually happens. But this one title was really special: On bullshit, by Harry G. Frankfurt, moral philosopher, Professor Emeritus of Philosophy at Princeton University (Princeton University press, 2003). Obviously, a must-buy, must-read, must try to understand. After all, it is not everyday that such an expression is used by a moral philosopher, let alone become the subject matter of a book. The opening lines of the book read as follows:

“One of the most salient features of our culture is that there is so much bullshit. Everyone knows this. Each of us contributes his share. But we tend to take the situation for granted. Most people are rather confident of their ability to recognize bullshit and to avoid being taken in by it.”

Fast forward. In a recent post Simon Wren-Lewis, a colleague at Oxford, mentioned Professor Frankfurt and his work on bullshit. Now, before reading Professor Frankfurt, Emeritus at Princeton, I would have never thought of using such language myself. If in addition, however, Wren-Lewis uses the concept, I feel like I am free to use it myself: after all, if my majors do…

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Import substitution policy?

Un mese di agosto con temperature molto elevate. Crolli, riprese e ricrolli dei mercati azionari, obbligazionari, delle materie prime, praticamente di tutte le ‘asset classes’ (come dicono quelli in the know). Un esempio per tutti: lo Shanghai Composite guadagna il 150% nell’anno che finisce all’inizio di giugno 2015, e poi in tre mesi lascia sul campo due terzi dei guadagni. Prezzi delle materie prime mai così bassi in alcuni casi dal 2009, in altri ancor da prima. Continue reading “Import substitution policy?”

Italia

Introduzione

Tra l’ottobre 2014 e il febbraio 2015 pubblicai su www.scenarieconomici.com una serie di dieci brevi articoli a ciascuno dei quali diedi la connotazione di ‘Fatto’. Ogni ‘Fatto’ aveva l’obiettivo di contrastare con evidenza empirica di qualità un luogo comune, una ingenuità, una cattiva correlazione tra eventi e tra grandezze, una deduzione errata o quantomeno spuria. Non voglio dire che ogni ‘Fatto’ avesse la sua battaglia personale da combattere, ma il ragionamento che sottendeva la scelta dei ‘Fatti’, il ragionamento che ne giustificava l’esistenza e che al tempo stesso possedeva una sua coerenza logica ed economica rimaneva in sottofondo, quasi che il lettore che conoscesse l’autore potesse riconoscerlo e gli altri, invece, dovessero accontentarsi di quel singolo ‘Fatto’. Il che, evidentemente, non è corretto.

Questo scritto altro non è che i dieci ‘Fatti’ ripresentati in maniera tale da costituire un ragionamento compiuto. Incompleto, come tutti i ragionamenti, ma compiuto. Ogni paragrafo è dedicato ad un ‘Fatto’, così che il lettore malizioso possa sbizzarrirsi a cercare contraddizioni tra ciò che scrivevo nell’autunno-inverno scorso e ciò che scrivo ora. La differenza è che i grafici sono aggiornati ma, ahimè, aveva ragione un giovane ricercatore quando mi disse: “Ma prof., quanto vuole sia cambiata la situazione in un anno scarso’? Poco o nulla. Ma i grafici sono aggiornati.

Infine, il metodo. Comparare un paese ad un altro è impresa ardua. Quali sono gli indicatori da usare, che cosa è importante e cosa no? Quanto pesa la storia, quanto la cultura, quanto le norme? E soprattutto, da dove si parte?

Aver scelto di confutare i luoghi comuni, le credenze, le opinioni non sostenute da evidenze empiriche ci rende la vita facile, poiché cominceremo necessariamente dal luogo comune per eccellenza: quello che dice che dalla crisi si esce con le ‘riforme strutturali’. Sono decenni che sento parlare di ‘riforme strutturali’ senza mai capire che cosa siamo, quanto costino e chi sopporterà quei costi, che benefici produrranno, a favore di chi, in quanto tempo se ne vedranno i frutti. Ma sembra che io non abbia davvero capito nulla se Presidenti di Commissioni Europee, Direttori (e Direttrici) del Fondo Monetario Internazionale, Capi di Stato e di Governo (di destra, centro e sinistra), persone tutte di gran levatura, insistono che sono proprio le riforme strutturali quelle che servono per uscire dalla crisi.

Ora, nel nostro paese abbiamo grande esperienza di riforme strutturali: la riforma del fisco, la riforma della giustizia, la riforma della scuola…  sperando, ovviamente, che io ci abbia azzeccato e che questi che ho appena citato siano esempi di riforme strutturali. Coscienti tutti, ovviamente, che dobbiamo cominciare dalla riforma strutturale per eccellenza: quella del mercato del lavoro. E da questa cominciamo. Continue reading “Italia”

Cina: crisi finanziaria o fine di un ciclo di crescita imponente? (ed effetti sul resto del mondo)

Mentre la capitalizzazione del mercato azionario cinese cresceva tra il 2004 e il 2005 a ritmi mai visti, molti tra noi discutevano di quantitative easing (gennaio-marzo), tassi di interesse negativi sui titoli del debito pubblico (marzo-maggio), andamento dell’occupazione negli Usa (tutti i mesi). Ora, il problema all’ordine del giorno è quello della ‘crisi cinese’. Prima i fatti, poi l’interpretazione. Continue reading “Cina: crisi finanziaria o fine di un ciclo di crescita imponente? (ed effetti sul resto del mondo)”

Le esportazioni italiane a maggio 2015: Analisi e trionfalismi

“A maggio 2015, la crescita tendenziale delle esportazioni (+2,0%) è principalmente determinata dalle vendite verso l’area UE (+3,5%). I valori medi unitari (+3,4%) sono in aumento, mentre i volumi (-1,3%) sono in diminuzione.” Istat, comunicato stampa sul commercio estero dell’Italia, 16 luglio. Continue reading “Le esportazioni italiane a maggio 2015: Analisi e trionfalismi”

Against the European Central Bank (not against the Euro): ECB has chosen not to fight for a stronger Union

The I.M.F is Telling Europe the Euro Doesn’t Work”. So the New York Times titles an article about a hitherto ‘secret’ imf ‘public debt sustainability analysis’ through which the fund, after just six years since the beginning of the so-called ‘Greek crisis’, realizes that the debt is (beg to differ: was made to be, by the fund itself, the ecb and the european commission) unsustainable. More on this document elsewhere and back to the title of the NYT. Continue reading “Against the European Central Bank (not against the Euro): ECB has chosen not to fight for a stronger Union”

Grecia, Cina, Puerto Rico

L’attenzione di tutti, un fatto quasi giustificato per gli europei, è sulla Grecia.

Ma il mondo è grande. Apprendiamo qualche settimana fa che il governo di Puerto Rico ripudierà il proprio debito sovrano (non so se l’abbia fatto, seguo poco, mi si perdonerà, e poi sono poche decine di miliardi, mica tanto; e poi sono europeo, dopo tutto). E qualche settimana fa il mercato azionario cinese comincia a flettere: risultato della flessione ad oggi, 9 luglio, è una perdita di capitalizzazione di circa 2 mila miliardi di dollari in 17 giorni. Questi sono soldi veri, circa 9 ‘Grecie’ per intenderci. Si fa scura. Continue reading “Grecia, Cina, Puerto Rico”

Come votare?

E’ veramente ora di cominciare a pensarci. Anche se la situazione è confusa. Mille pensieri, mille problemi. Uno dei quali è che uno non sa esattamente neanche su che cosa è chiamato a votare: anche ammesso che i documenti dell’accordo fossero disponibili, chi li capirebbe? No, non è importante conoscere la lettera dei trattati, lo stato delle trattative, chi sia in buona fede e chi no. I criteri sono altri. Ma occorre che io prenda decisioni definitive: si o no? Margini non ce ne sono più (ovviamente potrei astenermi, ma non mi sembra il caso). Continue reading “Come votare?”

Adelante, Pedro, ma con giudizio, e tanto

I miei amici e i miei studenti sanno che non leggo giornali italiani da dieci anni. Ma come, è la domanda meravigliata, e come fa a sapere le cose? E io: quali cose? Quelle che contano? Beh quelle le sento sui mezzi pubblici, qualcuno ogni tanto me ne segnala una, sono presenti sulla stampa estera, ci sono le fonti originali quali la BCE, il Ministero del tesoro, l’Istat. Continue reading “Adelante, Pedro, ma con giudizio, e tanto”