La lunga via della FED verso la ‘normalità’ (monetaria)

  1. Gli antefatti: fino al 2007

Fino alla Grande Crisi Finanziaria iniziata nel 2007 con la crisi di Bear Sterns (2008 per chi preferisse datarla dal fallimento di Lehman Brothers) la politica monetaria ‘strategica’ veniva condotta attraverso le variazioni del tasso di sconto. Il modello teorico che sosteneva questa scelta era quello in cui ancora molti credono: tagli (aumenti) del tasso di sconto servivano a rendere il credito alle banche commerciali meno (più) costoso, il che induceva le banche a tagliare (aumentare) i tassi attivi e, così facendo, rendere meno (più) costoso il finanziamento degli investimenti e delle spese per consumi. In questo quadro le vendite (gli acquisti) di titoli da parte della banca centrale, transazioni note come ‘operazioni di mercato aperto’ servivano prevalentemente come strumenti per la stabilizzazione dei tassi di mercato, ma non venivano usate come strumenti di politica di lungo periodo.

Continue reading “La lunga via della FED verso la ‘normalità’ (monetaria)”

Non era solo campagna elettorale, Trump mantiene le promesse (purtroppo)

Settimana scorsa ho posto il problema dell’uso che Trump stava facendo di May per promuovere la propria spinta reazionaria verso il ritorno al modello ottocentesco di stato nazione. La May, ovviamente, gradisce, poiché sa bene che al proprio interno ha contro il 48% degli aventi diritto al voto, così che il sostegno del grande fratello non può che portare rassicurarla. Peccato per lei, e per quelli come lei ovunque risiedano, e fortuna per tutti gli altri, che la Corte Suprema abbia ristabilito la certezza del diritto, sentenziando che non può essere un governo a disfare quello che il parlamento ha fatto.

Oggi voglio fare una cosa tra l’ambizioso e l’odioso: voglio valutare gli accadimenti di questa ultima settimana a Washington, DC. Perché ambiziosa? Perché tanto le grandi firme del giornalismo mondiale che gran parte degli analisti finanziari sembrano molto cauti ad esprimere valutazioni su ciò che ci si può aspettare dalla nuova amministrazione, tanto sul piano finanziario che su quello economico. E odiosa, perché sa tanto di ‘adesso velo dico io come stanno le cose.’ Appunto. L’obiettivo, come sempre, è costruire uno scenario plausibile, di fronte al quale poi ciascuno farà quel che crede.

Continue reading “Non era solo campagna elettorale, Trump mantiene le promesse (purtroppo)”

Unione Europea, Regno Unito, Stati Uniti: una settimana spartiacque per la geopolitica

Dunque, venerdi 20 gli Stati Uniti avranno un nuovo presidente, e sarebbe stato bene scrivere un pezzo su questo, in particolare su cosa ci si possa aspettare dal discorso inaugurale durante il quale, si presume, il nuovo presidente farà annunci di indirizzo politico in tema di economia, integrazione, alleanze internazionali, ecc. Cosa aspettarsi? In particolare, che cosa aspettarsi sul piano dei rapporti economici internazionali, delle alleanze, dei compromessi? Ma questo pezzo deve uscire giovedi 19, e quindi debbo scrivere di avvenimenti rilevanti ‘in preparazione’ dell’insediamento.  

Per fortuna martedi 17 la primo ministro del Regno Unito ha presentato pubblicamente le sue idee su come ella intenda il brexit, così che da pensare ne abbiamo. Dico che ‘per fortuna’ Theresa May ha scelto il giorno 17, perché ella ha chiarito alcuni dei tanti quesiti che avevamo su cosa intendesse per ‘brexit’, il che si incastra bene con quello che il presidente eletto US ha detto proprio in questi giorni su brexit ed UE. Si vedrà come questa terza settimana di gennaio 2017 rappresenti una settimana-spartiacque nel modo in cui ci eravamo abituati a funzionare a livello geopolitico. And it don’t look good to me.

Continue reading “Unione Europea, Regno Unito, Stati Uniti: una settimana spartiacque per la geopolitica”

Qualcuno dice cose utili sulla ‘sharing economy’.

Premessa

Lasciate che ricordi ancora una volta a chi ancora legge questi miei pensierini che il mio interesse per la sharing economy è cominciato nel novembre 2015 per una questione di logica: dov’è, mi chiedevo, tutta questa condivisione di cui i giornali vanno parlando? Perché io non ne vedo? In che mondo vivo? Ho dato inizio allora ad una ricerchina che è stata, fino ad ora, più un divertissement che un lavoro di ricerca vero e proprio, ma alcuni piccoli risultati li ho raggiunti, anche grazie alle persone con cui parlo e condivido (!) i miei pensieri prima di pubblicarli.

Continue reading “Qualcuno dice cose utili sulla ‘sharing economy’.”

Stato e prospettive dell’industria italiana

Convegno di presentazione del Rapporto 2016 Mediobanca-Unioncamere

Politecnico di Milano, 1 dicembre 2016

Introduzione

Questo lavoro di ricerca non è organizzato in forma tradizionale, nel senso che il rapporto tra commento ed evidenza empirica è sbilanciato a favore di quest’ultima. L’evidenza empirica è quella che ho mostrato nel mio intervento di apertura del convegno di cui nel titolo; e i commenti servono ‘solo’ a fornire la traccia logica che lega un grafico all’altro.

L’approccio è comparativo; l’orizzonte temporale di interesse è quello degli ultimi dieci anni circa, cioè dall’inizio della grande recessione (prima e ultima per gli USA, prima di tre per l’Italia); le variabili studiate sono quelle rilevanti a livello di impresa, con la sola eccezione dell’ultimo grafico.

Continue reading “Stato e prospettive dell’industria italiana”

Tanto tuonò, che piovve

Le previsioni, gli avvenimenti, ulteriori previsioni

Il Federal Open Market Committee della Federal Reserve ha deliberato un aumento del tasso di sconto di 25 punti base. Ha accontentato il presidente eletto Trump? No, la decisione è il risultato della politica monetaria messa in atto finora e delle intenzioni di The Donald sul piano fiscale

Continue reading “Tanto tuonò, che piovve”