Se l’Euro esce dalla Grecia

Ha dell’incredibile: a due anni e otto mesi dall’inizio della cosiddetta ‘crisi greca’ i sapienti continuano a porre il quesito errato.

In principio il quesito era: ‘Ci sarà un effetto domino’? E la risposta era: no, non ci sarà un effetto domino, ci sarà un proseguire sempre più determinato dell’attacco portato all’Euro e al progetto di unificazione europea. Lo abbiamo scritto, non è vero? Ed è ciò che si è puntualmente verificato.

Oggi il quesito, messo dai sapienti sulla bocca di tutti, è: ‘Che cosa succederà se la Grecia esce dall’Euro’? Si noti l’uso di tempi e modi: corretta la successione temporale, nella quale si da per scontato che l’effetto scatenante di quegli effetti segua cronologicamente la causa. L’uso appropriato di condizionale e congiuntivo viene accuratamente evitato, eppure non sarebbe più onesto, e formalmente corretto, chiedersi ‘Che cosa succederebbe se la Grecia uscisse dall’Euro’? Cheap psychology, diranno i sapienti.

Ci si chiederà: ma qual è allora il quesito corretto (e rilevante)? Ma è semplice, è sotto gli occhi di tutti: Che cosa succederà adesso che l’Euro sta lasciando la Grecia’?

In questo contesto la parola ‘Grecia’ è, ovviamente, da intendersi come sempre l’abbiamo intesa in questi articoli che condividiamo con colleghi, studenti, alumni, giornalisti: Grecia=Europa. Così come mai abbiamo interpretato l’attacco al debito emesso dal governo greco come punizione per aver peccato più di altri, così continuiamo a non credere che l’Euro stia uscendo dalla Grecia per quella presunta ‘fuga dei depositi’ di cui parla la stampa.

Mentre scrivo questo pezzo il prezzo dell’Euro è sceso a circa 1,24 Dollari Usa. Ma allora i greci erano ricchi, e detenevano depositi talmente ricchi che, una volta chiusi a favore di depositi in Dollari, hanno portato ad un deprezzamento dell’Euro veramente importante! Si risponderà: suvvia, sono le aspettative degli operatori che semplicemente amplificano il fenomeno, operatori che temono che l’area tutta sarà contagiata (ancora!) e stanno rintanandosi nel safe haven per eccellenza (ma anche in oro, di nuovo, in Corone Danesi, etc. etc.)!

Ecco, è proprio questo il punto. Dove pensiamo che gli operatori siano andati a pescare le proprie aspettative? Sono forse il risultato di qualche sofisticato modello econometrico?  O non sono, piuttosto e piuttosto banalmente, la conclusione cui si arriva necessariamente avendo osservato la serie infinita di tentennamenti, annunci cui non sono seguiti fatti, litigi veri e presunti, analisi errate, insomma, tutti quei fatti che da due anni e otto mesi costituiscono la prova evidente della volontà dei politici europei di lasciare carta bianca agli intermediari finanziari, la prova di non volerli regolare come qualunque altro settore di attività produttiva viene regolato a protezione dei cittadini?

Sarà pur necessario che prima o poi qualcuno renda conto pubblicamente del perché quando si acquista pochi centesimi di yogurt si ha diritto a leggere sulla confezione ogni sorta di dati a protezione del consumatore, mentre quando si tratta di risparmi delle famiglie nessuna restrizione dei comportamenti di chi li gestisce sembra più valere. Questo gli operatori lo sanno, lo sanno talmente bene che negli Stati uniti si oppongono con forza e violenza (verbale) alla Volcker rule e a qualunque elemento di regolamentazione il governo abbia allo studio. E si sentono talmente forti che anche laddove regole esistono essi reagiscono alla loro applicazione definendo i problemi portati allo scoperto “a tempest in a cup of tea” – vedi il recente caso delle perdite di J. P. Morgan dovute a transazioni su derivati e alle reazioni del suo Jamie Dimon, fino a pochi giorni fa stella brillante nel firmamento di stelle spente dalla crisi post-2007.

Quella presente è una battaglia durissima tra capitale finanziario e leaderships politiche, europee in particolare. Fino a che queste accetteranno supinamente le regole ‘dei mercati’, la recessione continuerà e l’Euro lascerà la Grecia. A pagare saranno, ovviamente, i greci. Pardon, gli europei.

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