COVID-19 E ATTIVITÀ PRODUTTIVA: COME SI USCIRÀ DA QUESTA CRISI?

20 03 04

Fabio Sdogati

Riesco a scrivere poco in questi giorni perché da un lato tanti mi chiedono, appunto, come se ne esce, e non posso non rispondere; e dall’altro perché la letteratura sul tema cresce in maniera esponenziale (come il numero di affetti dal Covid-19!) ed è faticoso leggere, capire, catalogare, archiviare. Provo a condividere alcune linee guida su come io penserei al problema, senza interpretarlo per ora nel senso di ‘con che strategie si esce da questa crisi?’

Interpreto dunque il quesito nel seguente senso: come si svilupperà questa crisi, in che tempi? Quale sarà il profilo temporale del ciclo economico post-shock? Sarà un profilo temporale ‘uguale per tutti’?  E la ripresa, la famosa ripresa, ci sarà, e sarà forte come la vorremmo?

1. Per metterci in grado già solo di pensare al problema, senza illudersi di dare risposte univoche, dobbiamo anzitutto porci il quesito: qual è la nostra unità di analisi? In via di prima approssimazione essa può essere l’impresa, il settore produttivo, il paese, il mondo o porzioni di mondo. La classificazione di possibili modalità di sviluppo della crisi e di uscita dalla stessa rimane per fortuna sostanzialmente invariata quale che sia l’unità di analisi.

2. Si immagini un piano cartesiano con il tempo sulle ascisse e il livello dell’attività produttiva sulle ordinate. La prima tipologia di sviluppo di una crisi e del suo eventuale superamento è quella definita ‘a V’. In questo caso, con il tempo che viaggia da sinistra destra, l’economia subisce uno shock che fa ‘precipitare’ l’attività produttiva in tempi molto rapidi. Toccato ‘il fondo’ (ma lo sapremo poi che quello è il fondo, non prima) l’attività riprende ad un tasso che è comparabile (in modulo) a quello che aveva caratterizzato la contrazione.

La seconda tipologia di sviluppo di una crisi e del suo eventuale superamento è definita ‘ad L’. Questa è assai più dolorosa di quella a V, poiché alla caduta conseguente allo shock segue una fase di stagnazione prolungata nel tempo, talmente prolungata che il segmento orizzontale della L si può immaginare lungo a piacere, mentre nel caso a V la ripresa avviene in un periodo relativamente breve.

Infine, il profilo della crisi e della successiva ripresa, se ci sarà, può essere descritto da un andamento ‘ad U’. Con questa rappresentazione vogliamo indicare il fatto che l’attività produttiva trova il suo ‘fondo’ ma non lo supera rapidamente: l’economia ristagna per un certo periodo di tempo ma poi, per fortuna, riprende (ad un tasso di crescita più o meno forte).

3. Ecco dunque gli scenari, o modelli di crisi-ripresa, che abbiamo di fronte. Quali tra questi ci aspetta? Dico ‘ci aspetta’ perché per il momento non prendo in considerazione l’intervento delle autorità di politica economica del che saranno felici i fautori del cosiddetto ‘libero mercato’, secondo i quali governi e banche centrali, intervenendo, distorcono il funzionamento ottimo dei mercati che, lasciati liberi a sé stessi, ci riconsegnerebbero efficientemente alla crescita.

4. La posizione che sono venuto maturando in queste settimane è che lo scenario più probabile è quello ad L, soprattutto se governi e banche centrali non si attivano immediatamente con politiche espansive. Le ragioni per cui temo una crisi adL sono così riassumibili:

4.1 Scontate le fole trionfalistiche, l’economia mondiale è già da tempo in una fase di stagnazione di lungo, forse lunghissimo, periodo.

4.2 Lo shock che ci ha colpito non è del tipo ‘shock certo, e una volta per tutte’. Chi pensa che riaprendo le scuole domattina, offrendo aperitivi gratis, aprendo musei al pubblico, si faccia ripartire alcunchè, o è un idiota o un irresponsabile. Noi non sappiamo quanto lunga sarà l’epidemia (che io, economista, per ovvie ragioni chiamo pandemia anche al costo di far innervosire alcuni epidemiologi), né quanto estesa, geograficamente, né quanto grave, né quanto penalizzante le strutture sanitarie… Tutto quello che sappiamo è che probabilmente ci conviene evitare la distribuzione gialla e lavorare per quella azzurra estendendo le misure di contenimento.

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4.3 Anche se la pandemia dovesse essere di proporzioni geograficamente limitate, le catene globali di produzione verranno colpite in luoghi diversi con intensità diverse, rendendo assai difficoltoso un piano di reazione coordinato per rilanciarne l’efficienza.

4.4 Infine, dal lato della domanda: questa crisi indurrà un cambiamento strutturale, quanto forte non so, nelle preferenze dei consumatori: dal punto di vista della domanda delle singole merci, tenderei a pensare meno lusso e più sanità, dal punto di vista dell’allocazione del reddito minore propensione al consumo e corrispondente aumento della propensione al risparmio. Ora,  se pensate, come io penso, che il risparmio sia una virtù privata ma una maledizione pubblica, vedrete la forma ad come, purtroppo, comincio ad intravederla io.

 

4 thoughts on “COVID-19 E ATTIVITÀ PRODUTTIVA: COME SI USCIRÀ DA QUESTA CRISI?

  1. Prof. permetta una domanda forse stupida… Personalmente non mi spiego come mai i mercati azionari non scendono a causa dal COVID-19. Non sono un esperto in materia ma mi aspetterei che ci fosse un crollo in quasi tutti gli indici. La settimana scorsa si è visto un accenno ma già da questa settimana stanno risalendo come se nulla fosse ai massimi storici. Quello che mi chiedo è: se un evento di questo tipo non porta ricadute degl’indici, forse anche grazie al rilascio di moneta che viene fatto dalle banche centrali, d’ora in poi possiamo pensare che i mercati continueranno sempre a salire senza mai avere cadute in futuro? Grazie. Saluti.

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  2. Grazie dello spunto Fabio, la domanda ce la stiamo ponendo tutti e rispondere oggi penso non sia possibile. Sicuramente siamo entrati nella prima fase dove sono crollati i consumi del lusso e del fresco a favore di beni a lunga conservazione e della salute, come crescerà il consumo di tutto l’enterainment digitale. Questa fase di incertezza sarà lunga e globale, sarebbe di buon senso prepararsi a gestirla. Ancora più,complesso il post Covid. L’economia,uscirà da una fase di depressione che molte realta non riusciranno a superare. Mi aspetterei in termini di mercato uno scenario post bellico ed una necessità diffusa per attivare il booster di riavvio. A tutti un grande augurio.

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