L’ Europa tra sogno di integrazione e distruzione mediante austerità

La sensazione di smarrimento di molti di fronte al concetto di ‘Europa’ è un fatto completamente nuovo dopo decenni in cui ci era sembrato che il processo di formazione di un’Europa unita fosse ineluttabile. Si tratta di uno smarrimento giustificato. Oggi, a sette anni dall’inizio della crisi del credito e, a seguire, della grande recessione, molte persone di età inferiore ai 25 anni probabilmente non sanno neanche cosa fosse, ‘il sogno europeo’. Peraltro, quegli stessi che a metà anni novanta criticavano in maniera acerba la scelta della moneta unica sostenendo che essa avrebbe ‘distrutto l’italia’, oggi sono ancora più irresponsabili perché sostengono, in maniera subdola o urlata, che l’Italia dovrebbe ‘uscire dall’euro’. E tutto questo mentre molti di coloro che nel sogno avevano creduto restano attoniti di fronte alla piega che le cose hanno assunto, alla volontà disgregatrice del personale politico degli stati membri, ai tassi di disoccupazione già enormi e in aumento, all’emigrazione giovanile, alla perdita di competitività di gran parte dell’industria europea, alla deindustrializzazione che, di fatto, non si riesce a rimpiazzare con alcunchè. È dunque tempo di riflessione. È tempo di sgomberare il terreno da idee improvvisate, analisi da supermercato, slogan che di analiticamente fondato hanno poco o nulla. Continue reading “L’ Europa tra sogno di integrazione e distruzione mediante austerità”

L’austerità uccide

Sono passati ormai cinque anni da quell’infausto 2009, quando sull’Europa cominciò a spirare il vento fetido della cosiddetta ‘austerità’. Parola assai ben scelta, austerità, per identificare un progetto politico-economico che avrebbe imposto ai popoli d’Europa una recessione mai vista prima dalla fine della seconda guerra mondiale, una parola che rassicurava e rassicura, perché ‘essere austeri’ suona bene, perché non c’è neanche bisogno di dirlo, l’austerità è implicitamente, ovviamente una virtù. Continue reading “L’austerità uccide”

Deflazione: la Bce non si muove, è vero. Ma i governi dove sono??

Dunque un altro rinvio da parte della Bce, non sappiamo fino a quando, non sappiamo per fare che cosa. Ma che cosa ci aspettavamo, e sperando in quali effetti? Accertiamo anzitutto di aver ben capito quale sia il problema che si spera la Bce possa risolvere? Continue reading “Deflazione: la Bce non si muove, è vero. Ma i governi dove sono??”

Ne hanno impiegato del tempo, ma ce la stanno facendo: La deflazione è finalmente a portata di mano (Non ve ne siete accorti? È perché siete distratti!)

Austerity

Chi, tra i meno giovani, non ricorda lo spettro dell’inflazione, quel fenomeno che noi economisti definiamo come un ‘aumento sostenuto e generalizzato dei prezzi’? Chi non ricorda la scelta di aderire all’Unione Economica e Monetaria (l’Euro, in soldoni) fatta anche per combattere l’inflazione? Chi non ricorda che all’inizio di questa crisi molte delle vestali dell’ortodossia mettevano in guardia contro una ‘ripresa dell’inflazione’ che, argomentavano, prima o poi avrebbe rialzato la testa se le banche centrali avessero insistito con le loro politiche monetarie espansive nel tentativo, forse riuscito o forse no, di evitare una recessione ancor più penosa di quella che abbiamo vissuto?

E chi ricorda, invece, le prediche di chi scrive, di chi sosteneva che di inflazione non avremmo visto cenno per anni, poiché la crisi che andavano costruendo i governi europei ossessivamente cercando i pareggi di bilancio e, con essi, recessione e disoccupazione, avrebbe garantito il controllo dei prezzi della loro dinamica? Continue reading “Ne hanno impiegato del tempo, ma ce la stanno facendo: La deflazione è finalmente a portata di mano (Non ve ne siete accorti? È perché siete distratti!)”

Austerity Kills. Towards a Secular Stagnation?

A talk with Fabio Sdogati

 “Austerity Kills.

Towards a Secular Stagnation?”

 Tuesday 10 April 2014, 7.00 pm

c/o Elis – via Sandro Sandri 45 ROMA – Aula Magna

 

Fabio Sdogati is Professor of International Economics at Politecnico di Milano and Director of Executive Education, Mip School of Management Politecnico di Milano.

This crisis began in 2007 as a credit crunch on the interbank loan market. During 2008, its effects had been perceived already both by companies and, generally speaking, by real economy and they had not been good at all. Governments had understood this scenario: in 2008 the G20 approved expansionary fiscal policies recommended by China and, in February 2009, these policies were adopted also by the US government.

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L’austerità uccide. Verso una stagnazione secolare?

Vi invitiamo all’evento con Fabio Sdogati

“L’austerità uccide. Verso una stagnazione secolare?”

Giovedì 10 aprile 2014 ore 19.00, c/o Elis – via Sandro Sandri 45 ROMA – Aula Magna

 Con Fabio Sdogati, Professore Ordinario di Economia Internazionale presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano.

Questa crisi ebbe inizio nel 2007 come crisi creditizia sul mercato interbancario. Nel 2008 i suoi effetti erano già perfettamente percepiti dalle imprese e dall’economia reale in generale e non promettevano nulla di buono. Di questo i governi di tutto il mondo erano coscienti, e nel 2008 il G20 approvò le politiche fiscali di stimolo in disavanzo proposte dalla Cina e, nel febbraio 2009, adottate anche dagli Stati uniti.

Ma nel 2009 cominciò a prevalere in Europa l’ideologia dell’austerità, la quale si tradusse operativamente in politiche recessive mirate al controllo dei deficit e alla riduzione dei debiti pubblici.

Grazie a queste politiche gran parte dell’Europa  si trova oggi di fronte alla possibilità, niente affatto remota, di una ‘stagnazione secolare’ che, per altre ragioni, potrebbe interessare anche altri paesi ad alto reddito pro capite. Di questo parleremo: non tanto delle origini della crisi e delle responsabilità dei politici europei, ormai note, ma delle prospettive di sviluppo e di crescita dell’economia mondiale.

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Intervista radiofonica a Focus Economia del Professor Fabio Sdogati

E’ disponibile l’intervista radiofonica a Focus Economia, programma di Radio 24, del Professor Fabio Sdogati sulla situazione economia statunitense, sugli effetti della politica monetaria espansiva della Federal Reserve e delle altre Banche Centrali e sul ruolo della Germania nello scenario macroeconomico globale.

Link all’intervista audio (.mp3)

To Taper or not to Taper? Riflessioni sulla politica monetaria che verrà

1.   Il problema

Chi ha avuto la forza, fisica e mentale, di seguire la vicenda infinita di questa crisi generata dal settore finanziario e perpetuata dai governi europei di Merkel, Sarkozy, Monti e via austerizzando con la benedizione di Rehn e Barroso, si chiede da anni che cosa le autorità di politica economica, monetaria e fiscale, facciano per far ripartire un’economia bloccata. Ed è pertanto agevole riassumere la storia di queste reazioni:

i.Le autorità di politica fiscale di tutto il mondo intrapresero nel 2008 piani di spesa in disavanzo di notevolissime proporzioni, allo scopo  di generare quella domanda aggregata che il settore privato, famiglie e imprese, e settore estero non riuscivano più a generare autonomamente; e ii.Le autorità di politica monetaria avviarono un piano di aumento della base monetaria e di compressione mai prima vista dei tassi di sconto con l’obiettivo dichiarato di contribuire alla caduta del costo dell’approvvigionamento per le banche e quindi, immagino si immaginasse, per le famiglie e le attività produttive. Continue reading “To Taper or not to Taper? Riflessioni sulla politica monetaria che verrà”

La ripresa è cominciata! (Non ve ne siete accorti? E’ perché siete distratti!)

Ebbene si: finalmente i disfattisti e coloro che remano contro a vario titolo sono stati sbugiardati: la ripresa è cominciata! E, come dice un importante quotidiano economico inglese, dobbiamo quindi celebrare il successo delle politiche di austerità adottate dai governi europei negli ultimi anni, vuoi per scelta propria, vuoi per scelta altrui.

Purtroppo, ogni giorno che passa chi scrive, e molti migliori di lui, è costretto a dare lezioni di lingua (prevalentemente italiana, nel mio caso), a spiegare il significato delle parole prima ancora di poter parlare di economia. Alcuni, malignamente, potrebbero sostenere che il lavoro di chi scrive non consiste affatto nell’insegnare l’italiano, quanto nello smascherare i tentativi maldestri di chi vuole continuare a nascondere la verità a chi produce e chi lavora. Ma costoro sono, per l’appunto, dei maligni. Veniamo ai fatti. Continue reading “La ripresa è cominciata! (Non ve ne siete accorti? E’ perché siete distratti!)”